Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2026
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Le neoplasie della bocca, o cavo orale, assieme a quelle che interessano faringe, laringe, ghiandole salivari, cavità nasali e seni paranasali, rientrano fra i cosiddetti tumori della testa e del collo.
La bocca, o cavo orale, comprende i 2 terzi anteriori della lingua, le gengive, la superficie interna delle guance e delle labbra, l’area situata sotto la lingua (il pavimento orale), la parte superiore ossea (il palato duro) e la zona che si colloca in posizione posteriore rispetto ai denti (il trigono retromolare). Tutte queste sedi possono essere interessate dalla crescita di un tumore.
L'oncologa Laura Locati parla dei tumori della bocca e fa il punto sui progressi della ricerca su queste malattie.
Nel 2025 sono stati stimati 5.580 casi di tumore delle vie areo-digestive superiori, che includono neoplasie che colpiscono il cavo orale (bocca) e la faringe. Questo tipo di tumore è più frequente negli uomini che nelle donne e rarissimo nei giovani. L’incidenza aumenta infatti progressivamente con l’età, raggiungendo il picco nelle persone oltre i 70 anni. La prognosi dipende fortemente dallo stadio della malattia al momento della diagnosi. Se identificato nelle fasi iniziali, il tumore della bocca può essere trattato con successo in oltre il 70% dei casi, rendendo fondamentale sottoporsi a controlli odontoiatrici regolari per individuare precocemente eventuali segni e sintomi della malattia. Le sottosedi più colpite sono, nell’ordine, il labbro inferiore, la lingua – in particolare il margine laterale – e il pavimento orale anteriore.
Complessivamente la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi dei tumori delle vie areo-digestive superiori è del 47,5% circa negli uomini e del 56,6% circa nelle donne.
Per tutti i tumori del cavo orale i principali fattori di rischio sono il fumo di sigaretta e il consumo di alcol. La coesistenza di questi 2 fattori moltiplica il rischio di sviluppare neoplasie della bocca. Negli ultimi anni si è osservata una progressiva riduzione dell’incidenza delle forme di cancro del cavo orale correlate all’alcol e al tabacco nel sesso maschile, mentre nel sesso femminile si è registrato un aumento, perché il tabagismo nelle donne è un’abitudine più recente. I tumori del cavo orale possono essere provocati anche da traumi ripetuti della superficie interna della bocca, come per esempio quelli derivanti dall’errato posizionamento di protesi dentarie. Altre cause che possono favorirne lo sviluppo sono la scarsa igiene orale e la masticazione di tabacco. Per quanto riguarda il tumore del labbro, possibili fattori di rischio sono l’esposizione al sole, soprattutto in persone che per ragioni professionali lavorano per molte ore all’aperto come muratori, agricoltori o pescatori, e l’uso della pipa. Le persone affette da anemia di Fanconi presentano un rischio molto elevato di andare incontro a un tumore della testa e collo con maggiore prevalenza per le forme del cavo orale. Questi pazienti sviluppano la malattia in giovane età (fra i 20 e i 30 anni in media), e per questo motivo è bene che inizino a sottoporsi precocemente a controlli periodici del cavo orale e del distretto testa e collo in generale.
I tumori maligni della bocca comprendono diversi tipi identificabili all’esame istologico, che vengono classificati principalmente in base alle differenti cellule osservate al microscopio. La maggior parte dei casi diagnosticati sono carcinomi a cellule squamose, che derivano dalle cellule della mucosa di rivestimento e che possono mostrare vari gradi di differenziazione istologica in base all’aspetto delle cellule.
Esistono inoltre altre forme rare, come il carcinoma non a cellule squamose e quello squamoso verrucoso, oltre a quello basaloide, papillare, fusato, acantolico, adenosquamoso e cuniculatum. Possono insorgere anche altri tipi di neoplasie nella bocca, come per esempio il tumore delle ghiandoli salivari minori. Definire il tipo istologico influisce sulla prognosi, il percorso terapeutico e l’andamento della malattia. Alcune varianti, per esempio, hanno una crescita lenta e vengono per questo definiti indolenti, mentre altre sono più aggressive e possono diffondersi velocemente.
Qualsiasi dolore alla bocca, ferita che non si rimargina o gonfiore persistente, anche se non dolente, deve essere esaminato da un medico. È importante non sottovalutare la presenza di eventuali lesioni della bocca solo perché piccole o indolori: noduli o indurimenti della mucosa, piccole ulcere, placche bianche o rosse o bianco-rossastre (specie se sanguinanti) ed escrescenze. Una parte dei tumori del cavo orale ha origine dalle cosiddette lesioni premaligne del cavo orale. Queste possono presentarsi più frequentemente come aree biancastre (leucoplachie) o rossastre (eritroplachie) in qualsiasi area della mucosa del cavo orale. Il loro riconoscimento, controllo periodico nel tempo e la loro eventuale biopsia per caratterizzarne la natura è fondamentale per ridurre il rischio che si trasformino in cancro.
È opportuno poi prestare particolare attenzione anche qualora non si riesca a masticare correttamente oppure si provi dolore in un punto preciso nell’indossare una dentiera o una protesi. I tumori del cavo orale possono causare inoltre dolore all’orecchio: si parla in questi casi di dolore riferito, poiché viene percepito in una sede diversa dal sito di origine. Questi sintomi non dipendono necessariamente da patologie di tipo oncologico, ma per appurarne la causa è necessario rivolgersi al medico.
Adottare uno stile di vita salutare, non fumare, non consumare tabacco in alcuna forma e limitare, o evitare, il consumo di alcol riduce il rischio di andare incontro a un tumore del cavo orale.
Sarebbe bene sottoporsi almeno a una visita odontoiatrica all’anno, per verificare la salute dei denti e delle mucose. Questa pratica diventa essenziale dopo i 60 anni, specialmente in persone che hanno seguito comportamenti e abitudini a rischio. I medici e i dentisti dovrebbero prestare particolare attenzione alle lesioni precancerose (lesioni premaligne del cavo orale) e a qualsiasi segno o sintomo di tumore del cavo orale in tutti gli individui che consumano tabacco (sigarette, pipa, sigaro) o che assumono regolarmente alcolici.
Il cancro della bocca, se riconosciuto in fase precoce, può essere curato con successo, con elevate percentuali di guarigione. I ritardi diagnostici dipendono in genere da una sottovalutazione dei sintomi, spesso dovuta a una conoscenza insufficiente di queste neoplasie. Il tumore alla bocca, infatti, viene spesso confuso con altre malattie più frequenti, ma meno gravi come ascessi dentari o tumori benigni. In altri casi una paura immotivata impedisce al paziente di riferirne le manifestazioni al medico.
Per individuare i tumori del cavo orale si ricorre all'ispezione visiva e alla palpazione della bocca e della lingua. Ogni lesione sospetta della mucosa deve essere sottoposta a biopsia attraverso il prelievo di una piccola porzione di tessuto che verrà in seguito analizzata al microscopio. La biopsia è l’unico esame in grado di confermare con certezza un eventuale diagnosi.
Successivamente, per stabilire la stadiazione e definire il percorso terapeutico più adeguato, si può ricorrere a ulteriori esami strumentali come la tomografia computerizzata (TC), la risonanza magnetica (RM) e l’ecografia. Anche la PET/TC può essere utile a valutare la diffusione della malattia, la presenza di eventuali metastasi linfonodali o a distanza e, in seguito, a definire la prognosi e scegliere l’approccio terapeutico più efficace. In alcuni casi possono essere importanti anche l’analisi dei linfonodi del collo ed esami endoscopici.
I tumori del cavo orale sono classificati in 4 stadi di gravità crescente. Per la stadiazione, il processo che permette di assegnare uno stadio alla malattia, si utilizza il cosiddetto sistema TNM: il parametro T descrive la dimensione del tumore, il parametro N indica l’eventuale interessamento dei linfonodi e il parametro M fa riferimento alla presenza o meno di metastasi a distanza.
Purtroppo, nella maggior parte dei casi questo tipo di cancro viene diagnosticato in fase già avanzata, sia nella sede primaria, sia con interessamento dei linfonodi del collo, con una possibilità di guarigione più ridotta.
I tumori del cavo orale sono generalmente curati con l’asportazione chirurgica della lesione ed eventualmente dei linfonodi del collo. Qualora l’asportazione interessi una zona molto ampia, si procede a ricostruzioni sofisticate con autotrapianti di pelle, muscolo e/o osso. Dopo l’intervento è utile una rieducazione alla fonazione e alla deglutizione coordinata da logopedisti specializzati.
Radioterapia e chemioterapia sono in genere usate come terapie adiuvanti postoperatorie dei tumori localmente avanzati. In casi selezionati e in presenza di neoplasie di dimensioni limitate, si può considerare anche la brachiterapia, un tipo particolare di radioterapia che prevede l’impianto di piccole sorgenti radioattive, dette semi, posizionate a livello del tumore: si tratta, quindi, di un’azione locale.
Recentemente l’utilizzo dell’immunoterapia prima della operazione e nella fase successiva all’intervento (neoadiuvante e adiuvante) ha mostrato benefici in casi selezionati, per esempio nei pazienti con tumore localmente avanzato e con espressione del recettore PD-L1.
In caso di malattia metastatica o recidivante, oggi si può ricorrere a terapie sistemiche mirate e immunoterapie, in particolare gli inibitori dei checkpoint immunitari, che possono migliorare la sopravvivenza in alcuni pazienti.
La scelta del trattamento dipende dallo stadio della malattia, dalla sede del tumore, dalle condizioni generali del paziente e dalla necessità di preservare funzioni fondamentali come il parlato, la masticazione e la deglutizione. Per questo motivo il percorso terapeutico viene stabilito da un gruppo multidisciplinare composto da chirurghi, oncologi, radioterapisti, radiologi, patologi, logopedisti e altri specialisti.
Le informazioni di questa pagina non sostituiscono il parere del medico.
Autore originale: Agenzia Zoe
Revisione di Raffaella Gatta in data 27/03/2026
Agenzia Zoe